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Assertività e serenità due facce della stessa medaglia

 

Sostengo da qualche tempo che l’assertività è una abilità fondamentale per vivere sereni la nostra vita e che di conseguenza senza una serenità interiore non sia possibile sviluppare tale abilità.

Ma allora quale è la causa e quale è l’effetto?

Se si vede il mondo in un ottica dualista potremmo discutere sulla soluzione all’infinito. Ma se si percepisce il mondo come una costante interazione fra fattori, ecco che l’assertività e la serenità interagiscono fra di loro per aumentare in modo positivo la nostra qualità della vita.

“Qualità della vita”, parole semplici da scrivere, ma difficili da interpretare.
Ognuno di noi da un significato differente a queste tre parole, del resto un vocabolario unico delle lingua italiana lo abbiamo, ma in realtà, è ben risaputo che ognuno di noi interpreta a seconda le proprie idee ed esperienze le parole e le trasforma in propri concetti.

Interessante sarebbe poter chiedere a ciascun lettore cosa intenda per qualità di vita.

Io ultimamente l’ho chiesto alle persone che ho incontrato e dopo un sorriso gentile, con un chiaro sottointeso: “ma quanto stai fuori facendo sté domande”, penso più per cortesia che altro, ho avuto le mie diverse risposte.
Ve ne riporto alcune: “Starmene tranquillo”, “vivere la vita felice”, “equilibrio fra soldi, salute”, “benessere generale”, “vivere bene”….

Sono giunta alla conclusione che per migliorare la vita di ogni singola persona sia importante comprendere cosa quella persona vuole veramente dalla sua di vita e trovare il modo di o realizzare i suoi pensieri, o con un ragionamento socratico fare in modo che essa rivisiti il suo concetto di vita puntando l’attenzione su cosa sia una vera sana e consapevole qualità di vita.

Parto dal presupposto che un ottima qualità di vita voglia sotto intendere benessere e che benessere in realtà voglia dire ben-essere: stare bene, o esistere bene e che riflettendoci il ben- essere ha a che vedere con l’essere umano preso in generale.

Ecco che tutto ci riporta a uno stato generale di stare bene che comprende la salute, il lavoro, la vita sociale … la vita spirituale … E siamo sinceri il benessere è sempre associato a serenità e ad abilità comunicative adeguate e quindi all’assertività e quindi è scontato renderci conto che diventa importante sviluppare sia capacità assertive che una serenità interiore.

Il domandone ora diventa: Come si può fare ciò? E cioè come si può sviluppare serenità e assertività?
Negli anni passati ad insegnare ho riflettuto molto su questo punto insieme ai miei studenti e a dire il vero non solo con loro. Ho interrogato molti libri e soprattutto me stessa.

Sono giunta a questa riflessione. Per prima cosa, per sviluppare serenità e assertività, non scordarsi mai che l’uomo è una creatura caratterizzata da:

Un proprio sistema percettivo: come vedo il mondo? Che lenti a contatto metto per leggere quello che mi succede?
Concetto di se: chi sono io? La mia autostima a che punto sta? Su e giù come la peperonata?
Storia personale: Da dove arrivo, dove sono nata, cresciuta, chi sono i miei genitori, ho fratelli? Sorelle? E i miei amici? … ecc
Bisogni e legami affettivi: che bisogni ho? Dove mi stanno portando? Che persona mi stanno facendo diventare?
Formazione intellettuale e culturale: che scuola ho deciso di frequentare? Che libri ho letto, sto leggendo, che persone ho incontrato, che viaggi ho fatto … ecc
Valori di riferimento: che credenze ho, che principi ho, che ideologie ho, che teoria mi fa agire nel mondo.
Motivazioni: perché mi alzo alla mattina, perché continuo a fare delle cose invece di altre, perché amo molto l’azzurro, il panino con la lonza, le sedie a dondolo, il mare, un buon libro e un buon bicchiere di vino.
Aspettative: cosa vorrei diventare da grande, cosa vorrei dalle persone che mi sono accanto, da quelle che mi sono lontane, dal mio migliore amico, dal mio compagno, figlio, da me.
Obiettivi: cosa voglio dalla mia vita, dove voglio andare a parare, cosa voglio per colazione, dal mio lavoro, dalle persone, che tipo di macchina voglio.
Emozioni: che emozione o emozioni mi governano, mi appartengono, mi accompagnano tutti i giorni.
Memorie: penso spesso al passato? Ricordo più eventi negativi o positivi, mi racconto in positivo o in negativo.
Stili di pensiero: sono una positiva, una razionale, una creativa.
Stili comunicativi: mordo, scappo o affronto la vita in modo gentile, affermativo, in un’unica parola assertivo.
Abilità sociali ( intelligenza emotiva): come me la cavo con le emozioni? Le gestisco al meglio o mi lascio prendere dallo tsunami del momento?
Come si mostra esteriormente: come mi vesto, mi trucco, mi pettino, mi mostro in sostanza.
Seconda cosa, tutte queste caratteristiche, per vivere sereni, debbano essere integrate e funzionare come un tutt’uno. Questo per me vuol dire che ogni caratteristica ogni parte è in sintonia con le altre. Ed è questo il compito più difficile da attuare.

Quando rifletto su l’essenza degli esseri umani amo pensarli come creature uniche e ognuno per vivere bene dovrebbe trovare il modo di funzionare come un tutt’uno, cioè dovrebbe fare in modo che ogni parte del suo essere sia in sintonia con le altre.

Riflettere su ogni punto sopra scritto e trovare una narrazione unica con tutte le contraddizioni del caso ecco un modo per affrontare il quesito.

Conoscersi meglio è fondamentale per ridonarci serenità e capacità di gestire la nostra vita in modo attivo e propositivo, ci permette di percorrere il primo passo per lo sviluppo del pensiero positivo, il primo passo per accrescere la nostra autostima.

Saper gestire il nostro vivere in balia delle emozioni, delle cose che ci accadono che non ci piacciono, saper gestire anche le nostre reazioni agli altri “fastidiosi” per noi, sono tutte abilità che sono possibili da sviluppare seguendo un percorso per sviluppare contemporaneamente assertività e serenità.

La base di tutto questo percorso non mi stancherò mai di affermare a me e agli altri è la gentilezza, la tolleranza e la pazienza ( una grande pazienza).

Assertività e positività: connubio perfetto

UNDICI PICCOLI PASSI PER MIGLIORARE SE STESSI.
Assertività e positività: connubio perfettoCosa sia la positività e come si possa vivere una vita felice è stato ed è un mio pensiero fisso degli ultimi 10 anni.
Ho associato e continuo ad associare molto spesso, diciamoci la verità, sempre, felicità alla parola assertività.
Sono giunta alla conclusione che assertivo e pensiero felice siano inseparabili. Per me è fondamentale sviluppare una voglia irrefrenabile ad essere felice nelle persone prima di iniziare un percorso Assertivo.

Dicesi Assertivo colui che vive la vita consapevole delle proprie idee, del proprio modo di essere e di agire nel mondo. Essere assertivo vuol dire essere consapevole di se e degli altri, rispettoso di se stesso e allo stesso tempo delle altre persone, positivo e con una buona capacità comunicativa e una forte serenità di fondo.

Il cambiamento, la voglia di crescere di migliorarsi è vero che spesso si attiva dalla sofferenza, come dal disagio interno dovuto a come siamo diventati vivendo la nostra vita, ma viene assolutamente alimentato, affrontato e realizzato dalla nascita in noi della positività, dalla consapevolezza di voler essere finalmente persone felici.

All’inizio della mia avventura nel mondo felicità ho avuto il piacere di leggere “Le istruzioni per essere infelice” di
P. Watzlawick, ho trovato assolutamente geniale l’idea, che oggi come allora condivido appieno, di dare suggerimenti per essere infelici, perché la maggior parte di noi mira proprio a questo, alla infelicità. Quindi una lista accurata delle cose da fare per esserlo mi è sembrata una cosa perfetta.

Ho letto il libro ridendo come una pazza tutto il tempo perché, annunciazione, le cose suggerite da Watzlawick le facevo già ed anche bene. Cosi la mia infelicità cronica a quel punto era certificata.

Ma a parte l’autoironia vi assicuro che rendersi conto di quanto stiamo facendo per essere infelici è veramente il primo passo per fare un patto con noi stessi, un patto dove la domanda da porsi per vivere sereni verso felici non è: Sto facendo la cosa giusta? Ma: Qual è la cosa che mi renderebbe felice?

Ad ogni bivio della vita, ad ogni domanda che ci poniamo, dalla più semplice (cosa mangio oggi?) alla più complessa (da che parte vado?, che cosa faccio adesso?), la domanda da porsi e qui non a caso mi ripeto è: Ma qual è la cosa che mi renderebbe felice?

Felice in queste pagine per me è il sinonimo di sereno, la felicità intesa qui è una felicità non momentanea, non da confondere con il piacere che si consuma in un attimo, ma è uno stato duraturo.

Allora a questo punto non ci resta che chiederci:
“Voglio essere veramente felice o essere e rimanere un masochista cronico?”
(Dicesi qui masochista cronico colui che è felice nella sofferenza, nelle insoddisfazioni e nelle lamentele).

Qualunque sia la vostra risposta la differenza è di seguire i seguenti suggerimenti o farli al contrario.

Piccolo Bignami della felicità:

1. Pensa in termini di comportamento
Cosa intendo?
Intendo smetterla con il farsi 1000 frullatori mentali ( 1000 pensieri negativi e dannosi). Concentriamoci invece semplicemente sugli atteggiamenti, comportamenti nostri e degli altri. Non mettersi a fantasticare sui motivi e sui perché gli individui si comportino in un modo o in un altro. Piuttosto concentriamoci su quello che facciamo, su quello che gli altri fanno, senza darci 1000 spiegazioni fantasiose, sempre solo nostre e sempre solo fantasie sul perché l’altro non ci abbia detto ciao.
Non ce l’ha detto punto!

2. Pensa a risolvere i problemi
Riflettere tutti i giorni su queste parole dette da Sua Santità il Dalai Lama:
“Se la situazione o il problema è tale da consentirci di trovare una soluzione, non ha senso preoccuparsene. Se poi non esiste via d’uscita , se non vi è né possibilità né modo di trovare un rimedio, non ha senso preoccuparsi, perché in ogni caso non c’è sbocco.”
Se c’è un rimedio è importante trovare l’azione giusta da fare. Ebbene si, azione giusta da fare, cioè mettere in pratica quello che si è pensato per trovare una soluzione e non pensare e poi non fare niente.

3. Pensa in termini positivi
Se proprio dobbiamo pensare, pensiamo in termini positivi.
Per chiunque abbia oramai dimenticato le parole positive, esse sono: bello/a, simpatico/a, bravo/a, grazioso/a ( parola che trovo speciale, parola utilizzata molto spesso da una mia cara amica, grazie di avermela suggerita!), divertente, intelligente e più ne ha più ne usi.
Se proprio dobbiamo aprir bocca e dare aria ai polmoni facciamolo usando parole positive, buone, parole che lasciano gli altri bene, in armonia con loro e con noi.
Vi sorprenderete quanto possa far bene a noi e agli altri usare parole gentili, rassicuranti. Il mondo intorno a noi improvvisamente assumerà una connotazione solare, gioiosa.

4. Pensa a piccoli passi
Avere in mente un obbiettivo per il futuro è importante, ma è altrettanto importante svolgere una piccola azione alla volta per raggiungerlo. Sono qui a scrivere punto per punto per finire l’articolo. Se dovessi fermarmi e pensare in generale a cosa scrivere e non affrontassi passo per passo i punti, tutto mi sembrerebbe confuso e pesante, invece cosi sono già a buon punto per la fine.

5. Pensa in modo flessibile
Il mondo non è bianco e nero, ebbene si l’arcobaleno è presente nel mondo per ricordarcelo! Sostenere che le persone sono buone o cattive, che una cosa va bene o male rende la nostra vita molto statica, precisa, vincolante.
Vi svelo un segreto anche nella strega di Biancaneve probabilmente c’era del buono, è che lo scrittore l’ha voluta cattiva e basta e lei è rimasta bloccata sul ruolo datogli, cosi vincolante. Il bello della nuova serie televisiva: “ C’era una volta” è proprio quello di ridisegnare i personaggi delle fiabe, ne completamente cattivi ne completamente buoni e cosi ecco comparire la strega cattiva piena di buoni propositi e una Biancaneve con un lato oscuro, vi assicuro che nella vita vera tutti possiedono più di una sfaccettatura nella loro
‘personalità’.

6. Pensa al presente per migliorare il futuro
Per cambiare il nostro futuro è necessario agire nel presente. Avete letto bene agire e non solo pensare di agire.
Sono dei giorni che continuo a lamentarmi, per fortuna più con me stessa che con gli altri, che non stò scrivendo nemmeno una parola, fino a quando, il mio meraviglioso compagno, mi ha ricordato: “ Smettila di pensare di scrivere, scrivi!” ed eccomi qui. Cosi ora scrivendo sto cambiando il mio futuro, da mesi futuri di pigrizia senza risultati, a articoli scritti, progetti finiti e libro prossimo in elaborazione e poi finito.

7. Pensa ad aumentare la tua autostima
Ripetersi ogni giorno nel seguente ordine:
Buon giorno, come stai magnifica creatura?
Vali moltissimo in quanto già un essere vivente. In te sono già presenti tutte le capacità per vivere bene e felice, non devi cercarle fuori ma dentro di te.
Sei cosi come sei speciale e unico/a con tutte le caratteristiche che ti appartengono. Da ora in poi i pensieri che avrai, nei tuoi confronti, saranno solo buoni e propositivi. ( Se riesci ad avere solo pensieri buoni e propositivi anche verso gli altri, uau sei proprio oltre!)
Oggi amati, coccolati e spendi il tuo tempo a renderti felice
(ovvio nel rispetto del prossimo).
Concentrati sulle tue capacità positive e migliora le tue già presenti qualità.
Ammetti a te stesso i tuoi limiti, senza darti addosso, tutti ce li hanno, non solo tu, si può comunque vivere bene e credere in noi stessi ugualmente. ( Ve lo assicuro)
Per magia, se farai tutto questo in giornata, stasera, quando andrai a dormire, la tua autostima sarà aumentata sicuramente. Ricordati fai una lista delle cose che non ti riescono bene e ogni giorno fanne una, inizia con quella in cui ti senti più sicura. Ti svelo un segreto, qualcuno narrò che per fare una cosa fatta bene bisogna farla per 10 volte, io applico questa regola e adesso sono molto più brava nel fare le cose.

8. Impara ad amarti
Ripetersi ogni giorno
Io mi amo, amo il mio modo di fare la mia voglia di imparare, di sbagliare e rifare, amo farmi le coccole e soprattutto amo il mio nome anche fosse il nome più comune del mondo. Da ora in poi mi rivolgerò solo parole positive e rassicuranti. Stop ad ogni pensiero negativo verso i miei confronti.

9. Pensa in modo creativo
Nel mio caso, siediti e scrivi, ma va bene anche siediti e disegna, siediti e coltiva le piante, siediti e raccogli le conchiglie ( bhé qui è piu adatto cammina e raccogli le conchiglie), insomma prenditi il tempo per usare la fantasia, una fantasia fatta di mille colori e non di mille recriminazioni e odio.

10. Pensa a come ridere e quando piangere
Leggiamo libri allegri, le barzellette, frequentiamo persone allegre, vediamo film pieni di allegria di cose buone, dopo il telegiornale suggerirei programmi come “ modern family o per intenderci programmi con i grandi Sandra e Raimondo Mondaini.
Qualche volta se ce ne è bisogno un buon pianto fa bene, ma diamo un tempo alla tristezza, al pianto e tutto il resto affrontiamolo come faceva il mio grande nonno cantando, facendo cruciverba e leggendo.

11. Pensa a cosa ti rende felice nel rispetto degli altri
Scriviamo su un foglio delle cose, attività che ci fanno stare bene nel rispetto degli altri e facciamone almeno 3 al giorno. Non cominciamo con il dirci: “non ho tempo”.
Ritagliamocelo, tutte le persone che vivono bene lo fanno, se ci riescono loro è ora che ci chiediamo come mai non ci riusciamo noi!

Assertività e funzioni cognitive

Assertività e funzioni cognitive
Ricordo che quando mi iscrissi alla facoltà di psicologia, la motivazione alla base, oltre al mio splendido modo di essere incasinatissima, era cercare di comprendere, svelare parole come inconscio, meccanismi di difesa. Allora Freud andava alla grande in tutte le librerie. Poi approdo fra i banchi e per la prima volta incominciò a risuonare nelle mie orecchie e subito dopo nel mio cervello la parola cognitivo.
Diconsi (per chi ha letto qualche altro mio articolo oramai avrà svelato che è una parola che amo molto. Diconsi lo diceva sempre una mia ex insegnante di matematica donna unica, sia nel suo straordinario modo di insegnare che nella sua dolcezza mista ad autorità) cognitive: sensazioni, percezioni, emozioni, ricordi, insomma tutto quello che ci passa per la testa.

La mia definizione è una semplificazione, ma rende perfettamente l’idea.
L’assertivo è colui che con l’esperienza e la motivazione giusta, cioè quella di voler vivere più sereno, sempre nel rispetto dell’altro, utilizza le proprie funzioni cognitive in modo positivo, salutare.

Mi spiego meglio. Siamo noi con il nostro meraviglioso cervello a generare i pensieri, le nostre azioni, I comportamenti. A seconda di come pensiamo, affrontiamo la vita.

Se utilizziamo la meravigliosa rete neurale e le sinapsi del nostro cervello per vedere il mondo in modo positivo alla sera saremo più rilassati, sereni e alla mattina saremo entusiasti di iniziare un’altra meravigliosa giornata, una giornata che ci porterà a crescere e ad apprendere nuove cose, a prescindere se piove, nevica o c’è il sole.

Se invece utilizziamo il nostro cervello per generare pensieri “negativi”, concentrandoci per esempio, nel vedere le cose come rotture di scatole che servono solo per appesantirci piuttosto che per crescere, allora le nostre serate e risvegli saranno sicuramente differenti.

Ebbene si, siamo noi a decidere come trasformare le informazioni che arrivano al nostro cervello dai cinque sensi. (Dilan Dog, personaggio dei fumetti che mi ha accompagnato per tutta l’università, direbbe: sei sensi e mezzo!).

Siamo noi che dobbiamo diventare bravi a generare pensieri positivi, produttivi, piuttosto che negativi, distruttivi. E tutto ciò dipende da cosa volete dalla vostra vita, come accennavo in un articolo precedente: se siete dei “masochisti” allora ben vengano pensieri distruttivi, sarete sicuramente più sereni cosi.

Studiando, studiando, ho scoperto che al giorno possiamo creare più di cinquanta mila pensieri. Ve lo scrivo anche con i numeri, perché per me fa più effetto, forse anche in voi: 50000 pensieri.
Proprio riflettendo su ciò, ho ideato il termine di “frullatore mentale”. Dicesi, da me, “ frullatore mentale” la mia testa, quando abbandonata a se stessa, senza redini, incomincia a generare pensieri negativi uno dietro l’altro. Vi assicuro che si tratta di una confusione e di un rumore assordante!

Come riuscire a vivere bene con un frullatore sempre acceso in testa, più o meno veloce, ma sempre acceso?
Io non ci riuscivo e voi? Cosi stanca e sorda, soprattutto verso le cose buone della vita, ho incominciato a ‘rompermi’ di vivere nel caos e ho incominciato ad analizzare cosa potevo fare per stare bene, bene, anzi no, meglio!

Ed ecco che sono giunta alle seguenti conclusioni e alla costruzione di antidoti per neutralizzare il caos: (in realtà non ci sono arrivata da sola ma accompagnata dalle persone e dai libri che ho incontrato nella mia vita):

Incominciare a riflettere che i pensieri entrano da soli in testa , non c’è un modo per bloccarli, nemmeno con elmetti di ferro più o meno collaudati
I pensieri arrivano, ma noi possiamo, una volta arrivati, cambiarli con altri positivi. Qui devo ringraziare un ragazzo, grande amante del cantante Vasco, che anni fa passò molto del suo tempo a riflettere con me su ciò e su come uscire fuori dal frullatore mentale (in realtà oggi sarà diventato un uomo).
Il domandone ora, per chi abbia dimenticato casa voglia dire essere sorridente e allegro, è: I pensieri positivi quali sono?
Sono tutti quei pensieri che ci fanno stare bene e io penso che sia importante scrivere su di un foglio i vostri pensieri positivi in modo che appena ne avvertite uno negativo potrete sostituirlo immediatamente con un altro della vostra lista.
Anni fa, mi imbattei in uno scritto misterioso e interessante, dove, dopo aver decriptato la scrittura, riuscii a comprendere che ci sono degli errori cognitivi che tutti noi più o meno commettiamo.
Diconsi errori cognitivi, modi di pensare inesatti che sono la conseguenza del fatto che siamo degli esseri umani e che come tali abbiamo dei limiti. Che grande notizia per me è stata questa: mi ha fatto sentire normale. Pensateci un attimo, abbiamo dei limiti, che bello non siamo difettosi di fabbrica, è semplicemente che siamo cosi!
Gli errori cognitivi possono essere i seguenti:

Tendiamo sempre ad utilizzare le soluzioni che abbiamo utilizzato nel passato per risolvere i ‘casini’ del presente, anche quando non sono adeguate.
Tendiamo a non usare la logica per comprendere se una cosa che abbiamo di fronte è vera o falsa. O meglio, tendiamo ad utilizzare la nostra logica e non la logica assoluta, che in ogni caso tendo a pensare non esista! Due cose ovviamente differenti. Continuando poi a sostenere che la nostra logica è quella assoluta!
Non siamo abituati ad usare la fantasia, l’immaginazione.
Più cresciamo con l’età e più la maggior parte di noi cosi detti adulti, utilizza solo i ragionamenti dettati dall’esperienza. La fantasia, l’immaginazione, i sogni, che sono anche le cose che ci tengono in vita con più entusiasmo, tendono ad essere emarginate.
Che diamine di fine facciamo fare a queste qualità meravigliose!!!! Tendiamo, penso anche un po’ per invidia, a bloccare anche i nostri bambini, a non dar loro l’incoraggiamento sufficiente per farli continuare a sognare e di conseguenza continuare a farlo anche da adulti. Cerchiamo di costringerli, e in molti casi ce la facciamo (basta guardare noi adulti) ad indossare subito l’abito del concreto, del fare e basta.
Penso che invece sia importante nutrire la loro creatività, la loro fantasia, insegnandogli a realizzare quello che pensano.
Mi fermo spesso a guardare e sentire mio figlio, ha mille idee, mille progetti, riguardanti il costruire cose, fare disegni. La sola cosa che gli dico sempre è “metti in pratica quello che hai in mente”. E lui: “ma secondo te è possibile farlo”, ed io: “prova e lo scopriremo”.
Penso che ognuno di noi, a qualsiasi età, abbia la capacità di sedersi e fantasticare, creare pensieri astratti, soluzioni ingegnose , anche se poi non funzionano al primo colpo pratico.
Tendiamo a fare in modo di convalidare le nostre teorie. Esse ci risultano, cosi facendo, sempre vere in assoluto. Ovvio, ci concentriamo a notare solo quello che le conferma, piuttosto che i dati che le disconfermano.
Un esempio? Ho una pianta di fronte a me, la guardo e noto che incomincia ad afflosciarsi, ingiallire e concludo che sta morendo!
Cosa faccio? Niente, perché quando continuo a guardarla, nei giorni a venire, continuo a notare solo le foglie più ingiallite fino a quando, confermo la mia teoria e lei, senza cure, passa a miglior vita!
Immaginiamo ora la stessa pianta, con le stesse difficoltà, ma io la guardo e mi soffermo solo sulle due foglioline verdi e dico: ce la può fare! Taglio le foglie secche, prendo il concime giusto, cambio il vaso e la terra. La pianta è sempre fuori nel mio balcone, che mi sorride tutte le volte che la guardo!
Tendiamo a soffermarci su una sola soluzione di un dilemma e tendiamo a continuare a usarla anche se la situazione difficile da risolvere, dopo applicata, non è stata superata. Facendo cosi non comprendiamo il vero senso della situazione da risolvere.
Alcuni di noi tendono a non guardare nel passato per vedere se la situazione da risolvere oggi possa essere risolta utilizzando strategie usate anche nel passato.
Possiamo pensare a solo una cosa alla volta. Questa secondo me è una virtù non un limite.
Respiriamo un attimo (fatto?), e fermiamoci a pensare a solo una cosa alla volta, è più rilassante di mille pensieri uno dietro l’altro.
Ebbene si, si può fare bene solo una cosa alla volta.
Riflettiamo adesso per una attimo su quanto sopra letto, fatto? Io quando lo faccio trovo giovamento perché:

Ho i miei pensieri antidoti, cioè pensieri positivi che uso sistematicamente per contrastare quelli negativi. Alla comparsa di un pensiero negativo lo prendo per mano e con un bel sorriso lo sostituisco con un altro simile ma al contrario.
Quando mi trovo di fronte a qualcosa che è meglio capire se è vera o falsa, mi obbligo ad essere ‘logica’ nella valutazione. Prima di fare questo mi sono documentata su cosa vuol dire usare la logica. Ora invito anche voi a farlo, documentatevi, ogni volta che iniziate a vivere male concentratevi a studiare cosa sia usare la logica, cosi almeno sostituite un pensiero negativo con uno costruttivo.
Prendo le costruzioni Lego di mio figlio e inizio a costruire città o macchine o piccoli robot. Il trucco sta nel farlo senza utilizzare i fogliettini illustrativi ovviamente (che in ogni caso sono di una complicatezza sconcertante). Fare oggi cosi, fare domani cosi, sento che piano piano la mia fantasia, creatività, stanno riprendendo vita e respiro. Per non dimenticare la quantità sfolgorante di castelli di sabbia fatti questa estate.
L’esempio precedente della pianta penso sia esaustivo. Vi assicuro che la pianta ce l’ho veramente, è una specie di palmetta, è proprio di fronte a me, fuori dal balcone e mi ricorda tutti i giorni che sta a me concentrarmi sulle cose buone e che dal buono nasce il buono e se proprio non c’è speranza ho lottato fino alla fine (i miei gerani proprio non riprendono, ma non è detta l’ultima parola o meglio la prossima primavera!).
Quando mi trovo in stallo in una situazione che devo risolvere, mi soffermo a pensare e chiedo i pareri di alcune persone per me molto fidate.
Vi assicuro che parlando con loro la mia testa si apre (ovviamente metaforicamente) ed incomincio a vedere altre soluzioni. Altrimenti mi rifaccio al solito detto, che ho fatto mio in assoluto, di Sua Santità il Dalai Lama: “Personalmente …..trovo utile pensare che se la situazione o il problema è tale da consentirci di trovare una soluzione, non ha senso preoccuparsene. Se poi non esiste via d’uscita, se non vi è possibilità né modo di trovarvi un rimedio, non ha senso preoccuparsene, perché in ogni caso non c’è sbocco”. Ma almeno ho aperto la mente.
Mi soffermo spesso a vedere se dalle esperienze del mio passato c’è qualcosa che mi possa essere utile oggi per vivere meglio e risolvere qualche situazione bloccata. “Errare è umano ma perseverare è diabolico” suggerisce non a caso uno dei nostri proverbi.
Oggi ho imparato a fare e pensare a una cosa alla volta e vi assicuro che la mia qualità della vita è molto migliorata.
Esempio: Mi alzo presto alla mattina perché cosi ho tutto lo spazio e soprattutto il silenzio per scrivere, pensare. Prima cercavo di farlo durante il giorno quando mio figlio era sveglio con la conseguenza di essere interrotta mille e una volta.
Ora quando lui dorme faccio le mie cose e quando è sveglio costruisco città con i lego, disegno (o almeno ci provo), coloro, gioco a monopoli e a fila fila quattro, faccio origami e castelli di sabbia.
Per chi ci proverà Buon lavoro.

Dott.ssa Psicologa Federica Curzi

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